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Eventi. Fields of Tomorrow. Israele all’Expo 2015, Milano.

16 dicembre 2013

Mostrare il vero carattere di Israele e non quello che di norma appare sui giornali“: così Elazar Cohen ha sintetizzato l’obiettivo del Padiglione dello Stato ebraico all’Esposizione universale di Milano del 2015 presentando ufficialmente il progetto oggi nel vertice bilaterale tra Italia e Israele in corso a Roma.

Il nome scelto per il Padiglione – dice il Commissario di Israele e ideatore del progetto in un’intervista in cui racconta all’ANSA la struttura dal piano – sarà ‘Fields of tomorrow’ (Campi di domani) che a nostro avviso rappresenta bene la sua essenza. Ma insieme al primo obiettivo, vogliamo anche dare conto degli ottimi rapporti che esistono tra Israele e l’Italia e, infine, aggiungere un altro tassello a queste relazioni d’eccellenza. Ecco, sono questi i nostri tre obiettivi principali“.

Il Padiglione avrà un’estensione di 2400 metri quadrati e sarà accanto a ‘Palazzo Italia‘ all’incrocio – spiega Cohen, che a lungo ha fatto parte della rappresentanza diplomatica israeliana a Roma – delle due assi principali dell’Esposizione: il Decumano e il Cardo. “La metà della nostra struttura – aggiunge – sarà completamente verde a testimonianza dei temi di fondo dell’Esposizione: agricoltura, sostenibilità, alimentazione“.

”E le soluzioni – realizzate dalla società ‘Avs’, vincitrice della gara per il progetto e dall’architetto David Knafo, insieme a molti altri – saranno, promette Cohen, “avveniristiche, in linea con la forte spinta innovativa che caratterizza Israele“. Del resto l’impegno economico varato dal governo israeliano per l’intero progetto è di 11 milioni di euro: una cifra che “non è da meno di quella stanziata da altri Paesi europei”.

Fields of tomorrowè costruito, racconta Cohen, “per avvolgere completamente il visitatore. Anche la sala iniziale, quella dell’attesa, è senza tempi morti: gli ospiti saranno intrattenuti da una serie di ragazzi che useranno la tecnologia come ‘magia’. Poi ci sarà un filmato, ambientato in una foresta piantata dal Kkl (l’associazione che si occupa del rimboschimento in Israele), dove con tecnologia tridimensionale si mostrerà la storia di tre generazioni di una stessa famiglia, dal tempo della Palestina pre-stato di Israele ad oggi, e il loro progressivo sviluppo di mezzi innovativi nell’agricoltura“.

Del resto, sottolinea Cohen, se Israele non è un grande produttore agricolo, al tempo stesso le sue invenzioni, come ‘l’irrigazione goccia a goccia’, hanno dato forte impulso a livello mondiale. Le innovazioni in questo campo introdotte da alcune società israeliane, come ad esempio ‘Kaiima’, hanno permesso di elevare del 50% la produttività del terreno. Terzo passo nel percorso del Padiglione, prosegue, è “una sala buia illuminata da ‘statue di luce’ dedicate ognuna ad un elemento dell’agricoltura e del suo processo: una danza di luci e di informazioni”. Infine il ristorante e la cucina israeliana, “fusion delle mille immigrazioni ebraiche che compongono Israele oggi: dal Marocco all’Iran, dalla Russia alla Polonia“.

Ma ci sarà spazio, precisa, anche per la gastronomia ebraico italiana, con in testa quella giudaico-romanesca. Fiore all’occhiello del Padiglione, una parete lunga 70 metri e alta 12 ornata interamente di piante che “cambieranno i loro colori e i fiori con il passare delle stagioni”. Senza dimenticare ovviamente il turismo, “vera perla di Israele. Sono previste tantissime esibizioni, tutte incentrate sulle grandi attrattive del Paese. Una quota di queste dedicate al pubblico, un’altra parte ai professionisti del settore”. “Lo spirito che anima il nostro Padiglione – conclude Cohen – è quello del ‘pensare positivo’: un ‘win-win game’, dove tutti partecipano e approfittano l’un dell’altro. Un ‘granaio’ di innovazioni”.


(da Ansa.it http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2013/12/02/Letta-Expo-2015-sara-migliore-decisiva-presenza-Israele_9714366.html)

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