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Arti. Rutu Modan, La Proprietà.

31 luglio 2013

(ANSAmed) –  E pensare che c’è ancora qualcuno che le chiede: ”Ma i fumetti non dovrebbero fare ridere?”.

Rutu Modan, classe 1966, israeliana di Tel Aviv, è una degli autori di fumetti più famosa al mondo, pubblicata da giornali come il ‘New York Times’, il ‘New Yorker’, ‘Le Monde’.

Pluripremiata, è diventata una stella del fumetto impegnato nel 2007, con il suo primo graphic novel ‘Exit Wounds’. In questi giorni è a Roma per il Festival di cultura e letteratura ebraica, dove ha presentato il suo ultimo romanzo: ‘The Property’, ‘la proprietà’. ”Per realizzarlo ci sono voluti quattro anni – racconta l’artista ad ANSAmed -: sei mesi di ricerche e altri tre anni e mezzo per scriverlo e illustrarlo”. Del resto, il piglio con cui Modan ha lavorato è quello dell’artigiano che conosce la materia e pretende la perfezione.

Per rendere le mie illustrazioni più reali, più credibili ho deciso di fare ricorso ad attori che, fotogramma dopo fotogramma, hanno recitato tutto il libro. Li ho selezionati, vestiti, diretti e fotografati personalmente. E visto che nei fumetti un po’ di esagerazione funziona, ho chiesto loro di recitare come si faceva nei film muti”. Il risultato è un piccolo capolavoro, che racconta una storia familiare: simile, per certi versi, a quella dell’autrice.

”’The Property’ parla di una ragazza israeliana, Mika, e di Regina, sua nonna. Le due partono insieme da Israele per la Polonia, il Paese dove Regina è nata e che è stata costretta a lasciare per scampare alla persecuzione antisemita. La loro missione – almeno in apparenza – è quella di riscattare la proprietà di famiglia, prima espropriata dai nazisti e poi nazionalizzata dai comunisti. Ma la nonna ha un obiettivo segreto…”.Come Regina – racconta Modan -, anche mia nonna è nata in Polonia; e anche lei, dopo essere fuggita, non ha mai più voluto metterci piede. La chiamava ‘il grande cimitero’, un appellativo usato anche dal personaggio della nonna nel libro. Io stessa non ho mai sentito parlare di Polonia: quando ho deciso di scrivere questo libro, il primo passo è stato vedere la voce ‘Polonia’ su Wikipedia”. Ma le analogie autobiografiche non finiscono qui: ”Da sempre nella mia famiglia, come in tante altre, si vagheggia di proprietà lasciate indietro. Gli ebrei polacchi sopravvissuti all’Olocausto – aggiunge l’artista – non avevano case a cui fare ritorno: tutto è andato distrutto o nazionalizzato dai comunisti. C’è una grossa differenza rispetto a quello che è successo in Francia o in Italia: per esempio, Primo Levi nei sui libri parla di una ‘casa’ a cui fare ritorno’‘. La tematica della ‘proprietà’ nasce qui: ”Facendo ricerche per il libro, ho scoperto che si tratta di una questione politica molto sentita, sia in Polonia che in Israele.

E soprattutto mi sono resa conto della evidente analogia che c’è tra le storie degli ebrei polacchi e quelle dei palestinesi, che conservano le chiavi di case sottratte loro da tempo”.

Tuttavia, sottolinea l’artista, ”non sarebbe corretto definire ‘The Property’ un libro politico: non in prima istanza, quanto meno. Quella che volevo raccontare è soprattutto una storia familiare, che può arrivare a tutti: giapponesi, coreani, italiani”.

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  1. La Proprietà | Rutu Modan

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