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Arte. Israele alla Biennale di Venezia 2013.

3 giugno 2013

Gilad Ratman al Padiglione di Israele con il suo “The Workshop 2013” un viaggio utopico da Israele a Venezia attraverso percorsi sotterranei privi di confini politici e socio-linguistici.

La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 1 giugno al 24 novembre 2013.

Gilad Ratman presenta The Workshop (2013), un’installazione multicanale site-specific alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia. Commissionato dal Ministero Israeliano della Cultura e dello Sport, Ratman è uno degli artisti più giovani che sia mai stato scelto per il Padiglione Israeliano.
The Workshop è ispirato a un viaggio sotterraneo fittizio intrapreso da una piccola comunità di persone da Israele a Venezia. Il loro viaggio epico comincia nelle caverne israeliane, il gruppo s’insinua attraverso pericolosi varchi sotterranei prima di irrompere nel pavimento del padiglione israeliano. Al loro arrivo, i viaggiatori trasformano il padiglione in un workshop, scolpendo il proprio corpo nell’argilla che hanno portato da Israele.
La presentazione di Gilad Ratman riflette sulla struttura della Biennale come un modello utopistico che rappresenta la connettività delle nazioni. Mentre la realtà politica contemporanea nel mondo intero funziona secondo il concetto dello “stato-nazione” e secondo il sistema del capitalismo globale, The Workshop presenta uno scenario in cui il movimento attraverso i confini nazionali si svolge sotto terra in una rete nascosta: libero, sconosciuto e invisibile.
La narrazione di Ratman si manifesta in una presentazione non lineare di video, installazioni, rumori e in un intervento fisico nella struttura del padiglione. Le specificità del sito di The Workshop – i video e i suoni – offrono allo spettatore una storia che è simultaneamente immaginaria e vera. Rappresentandosi attraverso i busti d’argilla, che sono accompagnati dalle registrazioni di voci gutturali, l’evento suggerisce un ritorno alla fase prelinguistica della prima società umana. Come un tema ricorrente nella sua opera, Ratman esplora la tensione fra lo schema universale del comportamento umano da un lato e le divisioni di lingua, di nazionalità o di governo dall’altro.

Gilad Ratman
Gilad Ratman è nato a Haifa, Israele, nel 1975, e vive e lavora a Tel Aviv. Ha studiato all’Academia Bezalel di Arte e Disegno (BFA), Gerusalemme, e poi alla Columbia University, (MFA), New York. Gilad è un professore all’Academia Bezalel. Tra le mostre individuali: Ferenbalm-Gurbü Station, Karlsruhe (2011); Braverman Gallery, Tel Aviv (2010); Haifa Art Museum (2009). Le mostre collettive hanno incluso Il Museo d’Arte Contemporanea, Chicago (2011); Il Museo Bass, Miami Beach (2012); la Biennale d’Arte Contemporanea di Herzliya, Herzliya, Israele (2011); L’Istituto d’Arte Contemporanea, Philadelphia (2011); Il Garage Center d’Arte Contemporanea, Moscow (2010); Rencontres d’Arles, Arles, (2010); Greater New York, MoMA PS1, New York (2010); e Il Centro d’Arte Contemporanea di Dallas (2010).
A Ratman è stato conferito l’Anslem Keifer Prize dalla Fondazione Wolf (2011); Art
Matters Grant (2010); Jerome Foundation (2010); “Young Artist” Prize dal Ministero della Cultura israeliano (2007) e Givon Prize del Museo di Tel Aviv (2005). L’opera di Ratman è inclusa nelle collezioni permanenti del Museo d’Arte Contemporanea, Chicago; l’Israel Museum di Gerusalemme; il Tel Aviv Art Museum, Tel Aviv; l’Haifa Art Museum, Haifa; il Museo Americano dell’Università, Washington DC. Gilad Ratman è rappresentato dalla Braverman Gallery di Tel-Aviv.

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Uri Aran al Padiglione internazionale

Tra i 158 artisti scelti da Massimiliani Gioni per illustrare il suo Palazzo Enciclopedico alla Biennale di Venezia, anche l’israeliano Uri Aran. Nato a Gerusalemme nel 1977, Uri Aran fa parte di una nuova generazione di artisti israeliani che mostrano un profondo scetticismo nei confronti dei temi cari alla generazione precedente, quali le questioni di identità e il modo in cui creiamo le immagini del desiderio. Il suo lavoro si divide tra narrazioni nostalgiche e spostamenti temporali. Uri Aran è un instancabile osservatore delle situazioni che incontra e che mescola e compone tra di loro come in un laboratorio, creando così un dialogo tra gli oggetti e favorendone la possibilità di nuovi incontri e sperimentazioni.

Uri Aran: http://gavinbrown.biz/home/artists/uri-aran.html

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Yifat Bezalel a Palazzo Bembo

Yifat Bezalel partecipa alla mostra collettiva “Personal Structures” allestista a Palazzo Bembo per conto della Global Art Affairs Foundation, e curata da Karlyn De Jongh e Sarah Gold. Nata a Tel Aviv nel 1975, Yifat Bezalel ha già esposto alcune volte in Italia, nella collettiva “Israel Now – Reinventing the Future”, curata da Micol Di Veroli ( Macro, Roma 2012), ospite della Galleria Marie Laure Fleisch (Roma, 2012) e della The Others Art Fair (Torino, 2011).

La ricerca di Yifat Bezalel tende verso un luogo sospeso e metafisico. Da qui la realizzazione di strutture intese come varchi di accesso che conducono in una dimensione fortemente spirituale, sospesa in una rarefatta atmosfera. I lavori di Bezalel evocano vere e proprie visioni in cui elementi biblici si confondono nella letteratura e nella storia dell’arte occidentale.

Yifat Bezalel: http://www.gowencontemporary.com/time-braden/yifat-bezalel

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Guy Goldstein e Ariel Efron al “Pavilion 0”, in Campo San Polo

La mostra “Sixteen by Eight by Two by One” , curata da Drorit Gur-Arie, direttrice del Petach Tikva Museum of Art, propone l’opera di due artisti israeliani, Guy Goldstein e Ariel Efron. La loro opera sarà inserita nell’ambito del progetto “Pavillion 0”, che così presenta se stesso: “Transational Pavillion of a country which does not exist of a common future of utopia.

La mostra sarà ospitata a Palazzo Donà, in Campo San Polo 2177

http://www.pavilion0.net

Guy Goldstein: http://www.guy-goldstein.com/

Ariel Efron: http://localprojects.net/about/

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