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Mostre. Bologna. DafDaf, l’ebraismo illustrato per piccoli e grandi lettori (da Moked)

19 febbraio 2013

A Bologna, in questa stagione, gli illustratori sono protagonisti. Dalle mostre di BilBolBul alla Children Book Fair la città sarà per oltre un mese la capitale e il punto d’incontro di tutti coloro che guardano con interesse al mondo del fumetto, dell’illustrazione, dell’arte dedicata sia al pubblico adulto che alla gioventù e all’infanzia.

Proprio in omaggio alla ventata di creatività che sta per investire la città, al Museo Ebraico apre i battenti martedì 19 febbraio la mostra “DafDaf, l’ebraismo illustrato per piccoli e grandi lettori”. Organizzata in collaborazione con BilBolBul e Children Book Fair, la mostra raccoglie per la prima volta i materiali donati da decine di grandi illustratori che consentono ogni mese alla redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di realizzare il giornale per bambini DafDaf. Molti giovanissimi, ma anche molte grandi firme fra quelle degli artisti che espongono le loro opere. A cominciare da quella di Vittorio Giardino, l’autore bolognese vecchio amico di DafDaf e protagonista quest’anno a BilBolBul con una grande rassegna personale.
“Si tratta – spiega Guido Vitale, giornalista e coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell’Unione delle comunità ebraiche – dell’occasione di condividere con il grande pubblico il patrimonio di valori e di cultura della più antica realtà ebraica della Diaspora. E soprattutto di riaffermare che gli ebrei, in Italia da due millenni, piccolissima minoranza nei numeri e elemento indispensabile nella società plurale, non hanno solo una lunga e sofferta storia alle spalle, ma anche un futuro da vivere per le nuove generazioni. La mostra – aggiunge – è anche l’occasione di festeggiare e di ringraziare gli oltre 120 generosi collaboratori, tutti volontari non retribuiti, che ci donano ogni giorno con grande slancio le loro idee e la la loro creatività”.

INFO:

La mostra, curata da Ada Treves, sarà visitabile con ingresso gratuito dal 19 febbraio al 25 marzo al Museo Ebraico di Bologna (MEB) via Valdonica 1/5 | 40126 Bologna | tel. 051 2911280 | www.museoebraicobo.it da domenica a giovedì 10.00-18.00, venerdì 10.00-16.00, sabato chiuso
MARTEDÌ 19 FEBBRAIO ALLE 17.30 – INAUGURAZIONE
Emilio Campos, presidente Fondazione Museo Ebraico di Bologna
Franco Bonilauri, direttore Museo Ebraico di Bologna
Interviene: Ada Treves, redazione DafDaf
GIOVEDÌ 21 FEBBRAIO ALLE 17.30 – INCONTRO
Comics & Jews: illustrazione, fumetto e cultura ebraica
DafDaf, il giornale ebraico dei bambini
Guido Vitale, direttore di Pagine Ebraiche e di DafDaf
Giorgio Albertini, Università di Milano
Vittorio Giardino, fumettista
Ada Treves, redazione DafDaf
Franco Bonilauri, direttore Museo Ebraico di Bologna
DOMENICA 24 MARZO ALLE 16.30 – INCONTRO
Antonio Faeti, storico della letteratura per l’infanzia, Università di Bologna
Ada Treves, redazione DafDaf
Franco Bonilauri, direttore Museo Ebraico di Bologna

La mostra:

Daf in ebraico vuol dire pagina, DafDaf può significare di pagina in pagina, oppure sfogliar pagine. DafDaf è il giornale ebraico dei bambini, edito dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e realizzato dalla redazione del Portale dell’ebraismo italiano http://www.moked.it e del giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche. Impegnarsi in un giornale dedicato all’infanzia significa, per una minoranza piccola nei numeri ma grande nella lunga storia e nei valori testimoniati, affermare che l’ebraismo italiano non ha solo una vicenda bimillenaria da raccontare, ma anche fiducia in un futuro da costruire. Fiducia mostrata anche nella scelta di affidare le illustrazioni di DafDaf a un gruppo di giovanissimi illustratori che sotto la guida della redazione e con la collaborazione di alcuni illustratori di fama ed esperienza – fra gli altri Paolo Bacilieri, che ha firmato la testata del giornale e Enea Riboldi, papà della mascotte di DafDaf, quel bambino con la kippà noto in redazione come Davidino, e Giorgio Albertini che sostiene e accompagna DafDaf sin dalla sua nascita – hanno accettato la sfida. DafDaf costituisce anche un laboratorio originale di editoria per l’infanzia in una realtà italiana che vede sempre più rari esempi di iniziative e pubblicazioni dedicate ai giovanissimi. Originale per la specificità identitaria, ma anche per la scelta editoriale, che prevede una larga diffusione destinata a tutti gli italiani che guardano con interesse al mondo ebraico anche grazie alla stampa in rotativa, per essere giornale da vivere più che un oggetto da sfogliare distrattamente e dimenticare, DafDaf – oltre a redazione e Comitato scientifico – coinvolge nella sua realizzazione molti volontari, ebrei e non ebrei, disposti a donare un poco delle loro conoscenze e della loro creatività. Fra di essi anche disegnatori di fama, come Vittorio Giardino, David B., Walter Chendi e Luca Enoch che oltre ad avere regalato disegni al giornale lo sostengono con la loro affettuosa amicizia. E il Comitato scientifico è importantissimo nella vita del giornale: ne fanno parte il direttore del dipartimento Educazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane rav Roberto Della Rocca, il presidente dell’Assemblea rabbinica italiana rav Elia Richetti, il direttore delle scuola ebraiche di Roma rav Benedetto Carucci Viterbi, il coordinatore del Centro pedagogico Ucei Odelia Liberanome, il direttore delle Scuole ebraiche di Torino Sonia Brunetti, l’editore Orietta Fatucci, l’archeologo, scrittore e illustratore Giorgio Albertini, la pedagogista Nedelia Tedeschi, anima del mitico “Giornale per noi” pubblicato negli anni Settanta e Ottanta, i docenti Dora Fiandra, Moria Maknouz, Daniela Misan, Alisa Luzzatto, Chiara Segre, Stefania Terracina. Completano poi la squadra Viola Sgarbi, che si occupa della consulenza artistica e il grafico Giandomenico Pozzi. Con il materiale dall’archivio di DafDaf, che in occasione di BilBolBul esce con il numero 30, è stato possibile montare un percorso attraverso le 500 pagine di giornale già pubblicate, con l’augurio che scoprire l’identità, propria o altrui, attraverso le illustrazioni di un giornale per bambini possa essere l’inizio di un viaggio meraviglioso. E con l’augurio che anche questo piccolo laboratorio possa risvegliare nel nostro paese una gloriosa tradizione di cultura per i più giovani, cui gli ebrei italiani non hanno mai fatto mancare il loro contributo di idee e di creatività.

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