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Arti. Mauricio Leib Lasansky, (12 ottobre 1914 – 9 aprile 2012) (da Linkiesta)

15 aprile 2012

Ricordiamo con questo post Mauricio Leib Lasansky, autore dei Nazi Drawings, mancato lunedi scorso.
Lasansky è stato la prova che l’Arte può riuscire a vincere il Male, e a restituire la speranza in una possibilità di vita e respiro.
Qui di seguito troverete l’articolo che Linkiesta (http://www.linkiesta.it/nazisti-argentina) gli ha dedicato, un pregevole contributo del New York Times e il link al sito di Lasansky stesso.

Articolo del New York Times:
http://www.nytimes.com/2012/04/08/arts/design/mauricio-lasansky-master-printmaker-dies-at-97.html

Sito web di Lasansky The Nazi drawings
http://www.nazidrawings.com/
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Mauricio Leib Lasansky
(12 ottobre 1914 – 9 aprile 2012)

Incisore argentino – di Buenos Aires – poi cittadino americano. Definito «un mago» nella sua specialità, si è chiesto come rappresentare, in arte, l’orrore nazista, quella persecuzione e quell’annientamento. Una domanda su cui continuano a confrontarsi, anche polemicamente, artisti, storici, letterati: quanto è comunque limitata una raffigurazione di un male, o di un crimine come quello, ripetuto, mai visto, e senza margini? O anche: è possibile, e lecito, farlo? Nel dopoguerra Theodor W. Adorno aveva negato, in senso largo, quella capacità: «È impossibile poetare dopo Auschwitz». Lasansky è morto a 97 anni passati (a Iowa City), e a metà della sua vita ci ha provato. Il risultato: un’opera complessiva che rimanda, per certi versi, alle visioni di Francsco Goya. Che, anche lui, non poetava di fronte a certi orrori.

A metà degli anni Sessanta, lavorando per sei anni, soprattutto a New York, Mauricio Lasansky dava vita – l’espressione sembra un paradosso – a una serie di incisioni chiamate da lui “Nazi Drawings”: il titolo arriva diretto, secco, come un fatto che non ha bisogno di essere scoperto, ma solo visto. Con l’aggettivo “nazi” che parla subito di un’unicità di genere. Trenta immagini, e poi altre 60, più grandi, su carta e con matita – e tecniche miste, come puntasecca e acquatinta – dove sagome di nazisti in divisa, elmi, dentature, facce di bambini che soffrono l’inimmaginabile, si sovrappongono o si affiancano, o si confondono. In una delle più sconvolgenti, un uomo è appeso a testa in giù a una croce, e i piedi occupano la parte sinistra. Un’immagine fuori da ogni canone di ogni crocifissione. Come fuori da ogni modello è stato il supplizio nazista.

Nel 1967, la collezione veniva esposta al Withney Museum, e il New Yorker si faceva spiegare, in un’intervista, come Lasansky fosse riuscito, dentro di sé, a dare forma e coraggio all’impresa. Quasi descrivendo tre prove, l’artista iniziava così: «Avevo Hitler nella pancia» (Lasansky era figlio di ebrei est-europei emigrati in Argentina). Poi continuava: «Pensavo troppo a loro, alle immagini, in termini di arte. I primi tentativi erano troppo estetici». Il rischio di poetare era, così, escluso. L’ultimo passaggio coincideva con l’espressione «difficile gestazione». E veniva descritto in questo modo: «Ho pensato: ma perché non metto giù quello che provo? Poi ho pensato: il fatto è che milioni di persone sono state ammazzate. Come si può lavorare a questo con calma, o freddamente?».

Mauricio Lasansky aveva un’infinità capacità tecnica, e suo padre era già lui stesso un bravissimo incisore che, prima di trasferirsi a Buenos Aires, aveva perfezionato l’arte a Philadelphia. Lasansky figlio era anche un uomo di passioni e convinzioni: non amava per niente Perón, e dal 1940 (cioè dall’alba del peronismo) decideva di non tornare più in Argentina.

Sarebbe diventato americano, insegnando anche storia dell’arte all’University of Iowa Museum of Arts. Avrebbe anche fatto parte, a New York, di “Atelier 17”, un seminario d’incisione a cui si erano associati anche Mark Rothko e Jackson Pollock. “Nazi Drawings” sono oggi visibili nelle collezioni permanenti della National Gallery of Art di Washington, dell’Art Institute of Chicago, e del Brooklin Museum.

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2 commenti leave one →
  1. bindamartele permalink
    16 aprile 2012 21:54

    un artista eccezionale

    • 16 aprile 2012 21:56

      completamente d’accordo con te!Spero che si continui a parlare della sua opera così necessaria e densamente vera.

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