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Giovani scrittori israeliani, Libri come, Auditorium Parco della Musica 2012

19 marzo 2012


(Ringraziamo le Edizioni Cargo per questa immagine)

L’edizione 2012 di Libri come, svoltasi all’Auditorium Parco della Musica di Roma dall’8 all’11 marzo, ha dedicato uno spazio ai giovani autori israeliani, rappresentati per l’occasione da Eshkol Nevo (La simmetria dei desideri, Neri Pozza e, in uscita questo autunno, sempre per i tipi di Neri Pozza, Neuland) , Ron Leshem (Underground Bazar, Cargo Editore) e Nir Baram (Brave persone, Ponte alle Grazie).
Nonostante le sue piccole dimensioni, e una popolazione di sette milioni e mezzo di abitanti, ogni anno si pubblicano in Israele circa 35 milioni di libri: un fermento creativo che si nutre quotidianamente di tradizione e innovazione, di eterogeneità culturale e sociale, di identità e nuova individualità. David Grossman ha definito gli scrittori i nuovi profeti d’Israele, ma quanto i giovani autori vogliono effettivamente ricoprire ancora questo ruolo o piuttosto emanciparsene? Quanto la tradizione ebraica influenza oggi il loro lavoro? Quanto della letteratura europea e mondiale è penetrato nei loro libri? E, infine, ha ancora senso parlare di letteratura nazionale o piuttosto la loro è una scrittura che scopre e rivela una nuova individualità? Introdotti e intervistati da Susanna Nirenstein, Eshkol Nevo, Nir Baram e Ron Leshem ne hanno discusso ampiamente e profondamente.

Baram ‘’Io credo che la nostra generazione abbia marcato un cambiamento: potevamo decidere se proseguire lungo un certo percorso o ribellarci , cercando così di creare, come autori, una nostra indipendenza esattamente come è accaduto in altre letterature.
Quanto al mio libro, Brave persone, ho deciso di non parlare di burocrati, e ci tengo ad evidenziarlo, perché non mi interessava scrivere di persone folli o votate alla ideologia, ma di gente comune, e credo che fosse importante analizzare tutto da questa prospettiva’’.
Leshem: ”Il mio libro, Underground Bazar, non parla specificamente della dittatura in Iran, come molti hanno pensato in Israele, ma di come le persone siano capaci di vivere in una dittatura per anni, qualunque essa sia,riuscendo ad abituarsi a tutto: della forza corrodente dell’abitudine. Volevo anche riflettere sul fatto che nella nostra vita ci muoviamo con troppa velocità, e dimentichiamo che cercare è sempre più importante che trovare. Cercare, mettermi nei panni degli altri, per me questo è scrivere’’.
Nevo ‘’ Ne La simmetria dei desideri non ce la facevo più a muovermi tra Haifa e Tel aviv: avevo bisogno di respirare, e quindi ecco l’ambientazione di Neuland che racconta la storia di un uomo di 60 anni che, rimasto vedovo, parte per il Sudamerica, e qui si perde. Suo figlio parte quindi alla sua ricerca.’’

Nirenstein: ‘’Perché nei vostri libri non vi occupate maggiormente di temi legati all’ebraismo, all’essere ebrei?’’
Leshem ‘’Perché noi ci occupiamo di noi stessi, e nei personaggi che descriviamo ci sono sempre forti tratti israeliani, se ci pensi. In effetti Israele è una specie di istituto psichiatrico e Grossman ha ragione a dire che è un vero paradiso per gli scrittori. La nostra generazione, finalmente, ha deciso di tornare a guardare nello specchio se stessa, e questo non è affatto un processo facile, anzi. Basta riflettere su questo: nella guida della Lonely Planet Tel Aviv è presentata come un paradiso gay, famosa per le sue feste, ma nella vita di tutti i giorni, i giovani hanno perso sostanzialmente fiducia nel cambiamento. Sì, le giovani generazioni sono individualiste, e notevolmente più apatiche e conservatrici delle precedenti’.

Nirenstein: ‘’Come vi ponete rispetto al tema della letteratura nazionale?’’

Baram ‘’Beck parla di termini zombie che esistono nella letteratura, ma non nella realtà. Problemi che vengono posti nel mondo accademico e che interessano le scienze sociali, ma che non hanno riscontro alcuno nella realtà. La letteratura nazionale è uno di questi. Gli scrittori, anche quelli israeliani, vogliono senz’altro costruire un nuovo mondo nel loro Paese, ma senza portare la fiaccola di una nuova olimpiade. Spero di non offendere nessuno se dico che c’è uno sguardo colonialista ed esotico verso Israele, e che si continua a confondere ancora troppo la letteratura con la politica. Per me non esiste una letteratura nazionale, ma solo la grande letteratura e quella mediocre.
Quando il mio libro e quello di Ron sono usciti, infatti, ci hanno detto ‘’Cosa volevate? Venderli all’estero?’’ Ebbene, io penso che la nostra letteratura andrebbe normalizzata, e che sia importante parlare di questioni universali perché è di esse che si occupa veramente la letteratura.’’

Nevo’’Io ci tengo ad evidenziare il sostrato culturale dei nostri libri, perché è qualcosa che appartiene alla coscienza collettiva. La simmetria dei desideri, ad esempio, è molto più denso di allusioni dirette e citazioni bibliche di quello che pensavo. Semplicemente c’erano e io neppure me ne ero reso conto, e questo perché è questo il sostrato da cui provengo e in cui mi sono formato. I biglietti, ad esempio, quelli che gli amici usano per lasciare traccia nel futuro dei propri desideri di oggi, sono analoghi a quelli che si infilano nel muro del pianto. Tutto questo è avvenuto inconsapevolmente, e lo stesso è accaduto per il protagonista di Neuland che ricorda l’ebreo errante.’’
Baram ‘’Sai che io, invece, quando ho letto Neuland ho pensato ad Odisseo? Non mi è neppure venuto in mente l’ebreo errante. Io non mi sento assolutamente parte dell’ebraismo religioso, e non mi piacciono, infatti, neppure gli scrittori ebrei americani che si interrogano su che cosa significa essere ebrei. Che noia. La più grande invenzione che abbiamo fatto noi israeliani è la nostra cultura. La nostra. Punto’’.

Nirenstein: ‘’ Quali sono state le vostre influenze letterarie?’’
Leshem ‘’Elsa Morante con La storia è stata fondamentale per me. Lei è stata ingiustamente sempre ricordata soprattutto come la moglie di Moravia, ma era una grande autrice, ed è grazie al suo libro La storia, appunto, che ho deciso di voler iniziare a scrivere’.
Nevo ‘’Non tutte le influenze sono consapevoli, io lo son stato sicuramente da Amos Oz, tra gli israeliani, e dalla Natalia Ginzburg de La città e la casa. Neuland, poi, è un libro che soprattutto ha risentito di influenze cinematografiche: Apocalypse now, Il treno per Darjeeling e, infine, da Una storia di David Linch’’.
Baram ‘’Io adoro Borges, Bernhard, Sabato, Natalia Ginzburg, Bolano, Fitzgerald. La mia Bibbia, però, è Proust e il mio libro della vita senz’altro L’uomo senza qualità di Musil’’

Nirenstein: ‘’ Come siete condizionati, se lo siete, nel presentarvi al lettore israeliano e a quello internazionale?’’.
Nevo: ”Non ci penso, quando scrivo penso solo ai personaggi e non già al lettore, però molte cose nella traduzione si perdono, e anche le sensibilità cambiano ovviamente da Paese a Paese. In effetti, ne La simmetria dei desideri c’è un grande livello di violenza sotterranea, ma in Israele non è stata percepita, all’estero sì, invece’’.
Leshem: ”Il lettore lontano non incide sulla mia coscienza come quello israeliano che mi è vicino, e che risente pesantemente della frattura in clan che viviamo nella nostra società, aspetto che, indubbiamente, incide anche sulla mia scrittura e sul modo in cui io la percepisco. Certo, essere tradotti in 22 paesi è eccitante, e ti fa anche riflettere, è ovvio. In merito alle modalità in cui il mio libro Underground Bazar è stato percepito posso dire che ho avuto una esperienza simile a quella di Nevo: in Israele l’hanno visto come un libro sull’Iran, mentre all’estero è risultato evidente che parlasse anche della realtà israeliana. Questo mi ha molto deluso, non mi sono sentito capito a casa mia.’’
Baram ” La scrittura è una attività solitaria, e nel mio mondo ci sono solo io, io sono il creatore di un mondo da cui poi vengo cacciato e in cui poi, all’improvviso, entrano degli idioti pronti a giudicarti. Questa è la scrittura, per me’.

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