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Libri. Prossime uscite in libreria: Ron Leshem e Nava Semel.

16 gennaio 2012

Ron Leshem, Underground bazar
Traduzione di Cinzia Bigliosi
Casa editrice: Cargo
Collana: Narratori di Cargo
384 pp.
ISBN:978-88-6005-050-2

IN USCITA A FEBBRAIO 2012

Kami abbandona la provincia per le brillanti luci di Teheran. Va a vivere dalla zia, ex vedette del cinema oramai caduta in disgrazia e censurata dal regime islamico. Nel microcosmo del vicinato, si instaura un legame saldo, di reciproca protezione, con Babak, giovane omosessuale che un giorno sparisce senza lasciare traccia, e Madame Safoureh, donna dal misterioso passato che scapperà poi in Giappone, ognuno a suo modo vittima di un regime repressivo che combatte ogni aspirazione alla libertà. Quando Kami si procura un computer, gli orizzonti di internet aprono loro, come a tanti giovani iraniani, le porte del vasto mondo, più bello e ricco, privo di interdetti. Un luminoso mondo virtuale in una vita di tenebre. Nel frattempo, Kami si innamora di Niloufar, bella e carismatica: figlia di una ricca famiglia, femminista impegnata e primo pilota da corsa. Sarà lei a introdurre il ragazzo nei meandri sotterranei di Teheran, a feste clandestine dove oltre alla droga e all’alcol, abbondano i piaceri, circolano libri vietati… Ma forse Niloufar si spinge un po’ troppo oltre nella sua sfida agli interdetti religiosi e ai divieti politici.
Un romanzo potente, pulsante, sincero, incisivo, coinvolgente.

L’AUTORE:
Ron Leshem è nato nel 1976 ed è l’autore del romanzo ‘Beaufort’ (tradotto in italiano ‘Tredici soldati’) per il quale ha vinto il Sapir Prize for Literature nel 2006 e l’Yitzhak Sadeh Prize for Military Literature. Joseph Cedar ha tratto un film dal libro nel 2007, poi candidato all’Oscar e la cui sceneggiatura fu scritta da Cedar e dallo stesso Leshem. Cedar ha vinto con ‘Beaufort’ l’Orso d’Argento per la regia al Festival Internazionale del Cinema di Berlino.
Sta attualmente lavorando a due serie drammatiche che hanno per protagonisti i giovani.

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Nava Semel, E il topo rise
IN USCITA IL 27 GENNAIO, GIORNO DELLA MEMORIA

Il romanzo è scritto in 5 parti: storia, leggenda, poesia, fantascienza e diario, la creazione di un ciclo di 150 anni. nizia, nel 1999, con la storia di una bambina di cinque anni, come racconterà alla nipote anni più tardi. La bambina è lei (ora la nonna) che fu affidata dai genitori ad una famiglia di agricoltori che vivevano in un remoto villaggio. Lei fu nascosta in una cantina di patate, al buio per circa un anno, con poco cibo, solo un topo in sua compagnia – e violentata ripetutamente dal figlio dei contadini. La seconda parte è il diario della nonna, che getta più luce sul racconto della superstite così come sul titolo del romanzo. Il topo, secondo il mito della creazione alternativa legate dalla nonna, ha chiesto che Dio gli conceda il dono della risata, ma ben presto si rese conto del più miserabile degli errori di Dio:”… In un mondo dove i bambini devono essere nascosti. […] Il caos non è un semplice “difetto” incidentale, ma un completo collasso del sistema. Un mondo deve essere distrutto dalle fondamenta e ricostruito fin dall’inizio”. La nipote condivide poi la storia della nonna con la sua insegnante e così facendo, si innesca una catena di eventi che risuonerà per decenni a venire. Nella terza parte, in cui una raccolta di poesie scritte sulla bambina e il topo è diffusa su internet, è seguita da un rapporto di ricerca (quarta parte), scritto nel 2099 da parte di un antropologo deciso a scoprire le origini del diffuso mito della “bambina e del topo”. Questo capitolo è anche una riflessione sulla natura della memoria – la sua presenza persistente coscienza dell’uomo; i suoi effetti spaventosi; la possibilità di una susseguente speranza:”Una cicatrice storica non garantisce infatti che eventi orribili non si ripeteranno; l’esistenza di memoria può, tuttavia, concedere qualche speranza”. La quinta parte è il diario del prete che salva la bambina dal campo di concentramento, nel tentativo di ristabilire la speranza e la fede in Dio e nell’umanità, scopre che ha perso le sue.

E il topo rise ha a che fare con gli orrori dell’Olocausto e con la comprensione della natura umana, con la necessità di dimenticare per sopravvivere, e con la necessità di ricordare, comunque.

L’AUTRICE:
Nata nel 1954 a Tel Aviv, città in cui vive con il marito e i due figli gemelli, è cresciuta tra persone che parlavano lingue diverse (il tedesco, l’ebraico, l’yddish, l’inglese) e si dice convinta che a spingerla verso la scrittura sia stato il bisogno di decifrare i segreti e i misteri degli adulti. Per lei, infatti, uno scrittore «è qualcuno che ascolta ciò che non dovrebbe ascoltare, che guarda ciò che non dovrebbe vedere.». Nava Semel ha lavorato a lungo per la televisione e per la radio, e nel suo paese è nota non solo come romanziera per adulti e ragazzi, ma anche come autrice di teatro e poetessa.

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