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Amos Gitai into the deep. Museo Nazionale di Torino.

5 novembre 2011


Amos Gitai into the deep
Il Museo Nazionale di Torino inaugura “Architetture della memoria”, manifestazione-evento con una video-installazione, un’ampia retrospettiva e un volume monografico sull’opera del cineasta israeliano. E la Mole apre per la prima volta i suoi sotterranei
Il Museo Nazionale del Cinema rende omaggio a uno dei più grandi registi viventi con “Amos Gitai. Architetture della memoria”, una manifestazione-evento che comprende una video-installazione nei sotterranei della Mole Antonelliana – per la prima volta aperti al pubblico -, un’ampia retrospettiva dei suoi film e la pubblicazione di un volume monografico.Cineasta israeliano, architetto di formazione, Amos Gitai elabora da oltre tre decenni un’opera rigorosa e coerente sugli interrogativi che assillano il suo Paese e il mondo contemporaneo.
Questa filmografia, che ha superato ormai gli ottanta titoli, si impone sia per l’esigenza del suo impegno nella complessità del reale, sia per una continua e rinnovata ricerca narrativa e stilistica. L’esplorazione della storia contemporanea prosegue oggi con la proposta di un’installazione video concepita come esperienza emozionale e intima all’interno di una storia collettiva. I suoi temi preferiti, la memoria, l’identità e l’esilio, stanno alla base di un percorso permeato da una straordinaria profondità.
La video-installazione – 4 novembre 2011 – 8 gennaio 2012, per la prima volta in Italia, segue idealmente quelle realizzate da Gitai alla Base sottomarina di Bordeaux e al Palais de Tokyo di Parigi. Ospitata nei sotterranei della Mole Antonelliana, l’installazione è strutturata intorno a 18 videoproiettori ed è corredata da numerosi testi e documenti d’epoca. L’opera trae essenzialmente ispirazione dall’esperienza nata dalle riprese del suo nuovo film (ancora inedito), Lullaby to My Father, dedicato al padre, l’architetto del Bauhaus Munio Weinraub. Perseguitato dai nazisti perché ebreo, nel 1933 riuscì a fuggire e a rifugiarsi in Palestina, dove il suo contributo alla nascita e allo sviluppo dell’architettura del nascente stato d’Israele si rivelò decisivo.”Architetture della memoria” è un’opera personale e autobiografica, ma nello stesso tempo aperta, ricca di valenze storiche e di stimoli che invitano alla riflessione sul tema dei rapporti fra Architettura e Potere. Le immagini tratte dai suoi film, i numerosi testi e i documenti d’epoca compongono un percorso visivo e sonoro di straordinaria densità nel quale il visitatore è libero di muoversi, senza essere costretto a seguire una rigida scansione narrativa e temporale.”L’installazione – afferma Amos Gitai – evoca la materializzazione di un processo mentale, in cui gli archivi occupano il piccolo spazio della coscienza, mentre le proiezioni nello spazio sotterraneo rappresentano l’inconscio. Ci saranno 18 video proiettori e una scenografia paragonabile a quella del Palais de Tokyo, con il filo spinato, le barriere, il buio e le grandi proiezioni. A Torino non ci sarà la parte in ristrutturazione che c’era a Parigi, ma lo spazio sotterraneo, che viene utilizzato per gli sfondi, è anch’esso ricco di un immaginario particolare.
Il contesto è importante: è vero per i film così come per le esposizioni. E il contesto è dato tanto dalle condizioni materiali quanto dall’ambiente socio-politico. Torino sarà la sintesi di quello che ho fatto a Bordeaux e a Parigi. Ovviamente mi colpisce sapere che la Mole inizialmente venne pensata per essere una sinagoga; la memoria dei luoghi conta molto per me. In questo modo sfido il pubblico a creare il proprio montaggio e ciò mi permette di rifuggire dalla linearità del film o della musica”.La video-installazione è a cura di Amos Gitai, con la collaborazione di Isabelle Ingold e Laurent Truchot ed è stata realizzata a partire da materiali video e documenti prodotti da Agav Films. Architetture della memoria è stata inaugurata venerdì 4 novembre con una conferenza stampa tenuta da Amos Gitai e Serge Toubiana (Direttore della Cinémathèque française), seguita dalla visita in anteprima dell’installazione.
L’articolato omaggio ad Amos Gitai si arricchisce con una retrospettiva che propone una ventina di film scelti dallo stesso regista tra gli oltre ottanta cortometraggi, documentari e film di finzione realizzati sino ad oggi. In particolare, la selezione proporrà tutti i film di finzione più alcuni documentari legati ai temi a lui cari: l’esilio, la memoria, l’identità e la questione palestinese.
La rassegna “Amos Gitai. Architetture della memoria” è stata inaugurata il 3 novembre con la proiezione del film Carmel alla presenza di Amos Gitai, Serge Toubiana (Direttore della Cinémathèque française) e Alberto Barbera. Per l’occasione il Museo Nazionale del Cinema ha stampato copie nuove dei film Carmel, Esther e Kippur, titoli come molti altri messi a disposizione dall’Institut français e dalla Cinémathèque française.A completamento della mostra, il Museo Nazionale del Cinema ha realizzato la monografia “Amos Gitai. Architetture della memoria”, contenente testi critici di Jean-Michel Frodon, interventi di Amos Gitai e un’introduzione di Alberto Barbera, oltre a una filmografia completa a cura di Grazia Paganelli e a moltissime immagini, alcune delle quali inedite. Parte dei testi erano stati scritti per la pubblicazione fuori commercio Amos Gitai. 5 film, realizzata da Culturesfrance (ora Institut français) nel 2009.

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