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Poesia e musica. Ronny e Eyal, fratelli in arte (da Moked)

3 novembre 2011


(Riportiamo qui di seguito l’articolo di Moked che annunciava lo spettacolo di Ronny Someck e Eyal Maoz tenutosi il 17 ottobre a Catania)
La poesia di Ronny Someck e i virtuosismi di Eyal Maoz. Questi due grandi nomi del panorama artistico israeliano si incontreranno questa sera a Catania per dar vita ad uno spettacolo unico. Dall’unione delle parole di Someck, considerato uno dei maggiori poeti israeliani in attività, con le note del chitarrista e compositore Maoz, nasce infatti “Israele: musica e poesia del nostro tempo”, esibizione, promossa dall’ufficio cultura dell’Ambasciata di Israele a Roma, che andrà in scena questa sera al Centro Zo di Catania. “E’ la terza volta che vengo a Catania ed è sempre affascinante – ci racconta Someck in una breve intervista – Mi sono trovato subito con Eyal, direi che siamo diventati fratelli in arte e anche con la band riusciamo a lavorare molte bene”. Sul rapporto tra musica e poesia, che spesso si accompagna nei suoi lavori, Someck utilizza un breve racconto come metafora. “I protagonisti sono un gatto e un topolino: una volta un topolino, cercando di scappare da un gigantesco gatto, si infilò in un buco nel muro. Pensò di rimanere rintanato fino a che il gatto non se ne fosse andato. A un certo punto il topolino sentì l’ululato di un cane e pensò di essere salvo. Uscì dalla tana ma si trovò di fronte il gatto. ‘Prima di mangiarmi, spiegami perché ho sentito un cane ululare’, chiese il topolino. ‘Caro topolino’ disse il gatto ‘oggigiorno nessuno può sopravvivere senza sapere almeno due lingue’. Ecco io come il gatto – conclude Someck – non posso fare a meno di intrecciare queste due lingue meravigliose che sono la musica e la poesia”. Particolare menzione, inoltre, Someck la dedica a Sarah Kaminski, che introdurrà la serata di oggi, e Maria Teresa Milano, traduttrici in italiano dei suoi lavori. “Non sono soltanto io a dirlo – afferma il poeta – ma parlando con la band sono rimasti stupiti della bellezza della traduzione e mi hanno confessato che le poesie sembrano scritte da un autore italiano”.
Dopo il successo come ospite all’ultimo Festival Internazionale di Letteratura Ebraica di Roma, Someck si presenta dunque nuovamente al pubblico italiano. Nato a Baghdad nel 1951, il celebre poeta si è affermato negli anni, diventando esponente di spicco della poesia israeliana. Ha pubblicato nove antologie di poesia e un libro per bambini. In Italia è stata tradotta la sua opera “Il bambino balbuziente” per i tipi di Mesogea. Tra i tanti premi che gli sono stati conferiti, ricordiamo il prestigioso Yehudah Amichai nel 2006.
Ad accompagnare Someck in questo viaggio tra note e parole sarà il citato chitarrista Eyal Maoz. Nato a Haifa ma newyorkese d’adozione, Maoz si è esibito al Montreal Jazz Festival, al Winter JazzFest e al Brooklyn Academy Of Music Festival di New York City. La sua musica unisce mondi diversi quello Medio Orientale, quello classico, il jazz e l’avant-garde.
Assieme a Someck e Maoz, il pubblico catanese vedrà esibirsi anche i musicisti della Pocket Poetry Orchestra (Giovanni Arena contrabbasso, Marina Borgo marimba, Riccardo Gerbino tabla e percussioni).

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