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Cinema. Bari – ‘Una Terra dai mille volti’ Settimana di cinema israeliano indipendente .

22 ottobre 2011


Si terrà presso il cinema Abc di Bari, da lunedì 24 a sabato 29 ottobre, la rassegna “Cinematov 2011: Una Terra dai mille volti – Settimana di cinema israeliano indipendente”, organizzata dall’associazione Kaleidoscopio e curata da Marta Teitelbaum.

Realizzata in collaborazione con Regione Puglia, Stato d’Israele – Ministero degli Affari Esteri, Comune di Bari, Apulia Film Commission, cinema Abc, la rassegna è alla sua seconda edizione e nella prima versione si è svolta a Milano nel novembre 2009.

Questa seconda edizione di Cinematov propone una selezione di otto lungometraggi e tre cortometraggi israeliani, volti a mostrare quella “terra dai mille volti” che è lo Stato d’Israele, luogo non solo di conflitti e drammi, ma anche di storie normali, di poesia, letteratura e arte.
Tutte le serate di proiezione all’Abc saranno introdotte e seguite da momenti di presentazione e dibattito: da lunedì e martedì a coordinarli ci sarà il critico del Corriere della Sera Giancarlo Grossini, mentre da mercoledì a sabato il compito toccherà al giovane critico israeliano Shai Tagner.

La cinematografia israeliana è una delle più dinamiche al mondo, particolarmente apprezzata dalla critica internazionale. Proiettati con successo da Venezia a Cannes, da Sidney a Los Angeles, film come Valzer con Bashir, Lebanon, Beaufort non lasciano indifferente nessuno. Una delle ragioni dell’interesse suscitato da queste pellicole sta nella libertà con cui i registi israeliani trattano il conflitto in Medio Oriente.

Intellettuali israeliani vivono quotidianamente lacerazioni, anche psicologiche, prodotte dall’interminabile guerra e queste ferite trovano espressione anche nel cinema, oltre che nella letteratura di autori come David Grossman, Ron Leschem, Amos Oz.
Ma l’universo letterario israeliano, così come l’immaginario cinematografico, è molto ricco di temi e suggestioni e va ben oltre il dramma della guerra.

Sebbene il conflitto irrisolto con i palestinesi rappresenti tuttora un aspetto centrale della vita di ogni cittadino, la società israeliana aspira alla “normalità” e ha preoccupazioni identiche, o molto simili, a quelle dei cittadini di ogni parte del mondo. Ecco perché negli anni più recenti si è sviluppata un’ampia filmografia che tratta soggetti “comuni”, estranei al conflitto arabo-israeliano con un lavoro di elaborazione artistica a 360 gradi.

L’argomento proposto quest’anno porta sulla ricerca d’identità tra il nazionale e il multiculturale, soggetto che propone aspetti sconosciuti della società israeliana suscettibili di stimolare la riflessione offrendo nello stesso tempo un cinema di qualità.

La particolarità della rassegna consiste nel presentare una scelta di film d’autore andando anche indietro nel tempo. A differenza di altri festival, che propongono soprattutto opere nuove, Cinematov mette l’accento su pellicole che hanno caratterizzato l’evoluzione della storia del cinema israeliano, offrendo film a tema. Molte di queste opere sono inedite e difficilmente arriveranno al pubblico italiano se non nell’ambito di un evento particolare come quello proposto.
Ingresso gratuito

Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano

Programma

Lunedì 24 ottobre

Ore: 20,30

Hitganvut Iehidim (Inflitration)
Dover Kosashvili 2010

Adattato dall’omonimo romanzo dello scrittore Yeoshua Kenaz, il film racconta il periodo d’addestramento di una divisione di reclute formate da giovani disadattati nell’Israele degli Anni Cinquanta. Dal ragazzo nato in un kibbutz che sogna di essere pilota militare all’immigrante di origine marocchina con tendenze omosessuali. all’immigrante russo, sono tutti degli anti-eroi in un esercito che tenta di farli diventare dei “veri soldati”. A differenza di altri film israeliani che raccontano l’esercito, questo è un film senza guerra e senza nemici se non quelli interni, tra gruppi e comunità diverse trovatesi insieme nello stesso crogiolo che però non riesce a far di loro l’israeliano ideale. Il regista intreccia humour e drammaticità, leggerezza e profondità e riesce a evitare che i personaggi, pur rappresentando dei “tipi” diversi della società, cadano nello stereotipo.

Dover Kosashvili (nato il 8 dicembre 1966) è un regista e sceneggiatore israeliano di origini georgiane. Ha diretto cinque film dal 1998. Il suo film Il matrimonio tardivo è stato proiettato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2001.

Martedì 25 ottobre

Ore 20,45

Sheriff ‘ironi (Local Sheriff)
di Limor Ofri Glick, 2008 21’

Cortometraggio dell’Università di Tel-Aviv. Violenza, solitudine, eccentricità. La Tel Aviv notturna raccontata da un poliziotto che conosce tutti i segreti della città.

Ore 21,15

Il film sarà seguito da un dibattito

Mehahorei hasoraghim ( Beyond the walls)
Di Uri Barbash 1984 107’

Il film si svolge in un carcere israeliano e racconta le tensioni tra i detenuti arabi ed ebrei. Quest’ ultimi sono in maggioranza di origine sefardita, cioè originari dell’Africa del Nord o dei Paesi arabi. Nel microcosmo carcerario, che riflette in una certa misura quello dell’intera società israeliana, i detenuti in continuo conflitto tra di loro si uniscono per lottare contro la direzione del carcere che tenta di dividerli. Candidato all’Oscar nel 1984.

Sceneggiatore e regista israeliano, dirige film in lingua inglese avvalendosi anche di attori statunitensi. Oltre le sbarre (1984) , distribuito dalla Warner Bros e premiato alla Mostra di Venezia nella sezione Settimana della critica, è rappresentativo dell’ingresso del cinema israeliano nel mercato internazionale.

Mercoledì 26 ottobre

Ore 20,45

Alla presenza del critico cinematografico Shai Tagner che presenterà il film e condurrà il dibattito alla fine della proiezione

Otobus (Autobus)
di Shany Littman 2008, 15’

Shani Littman, studentessa all’Università di Tel Aviv, riprende cinque passeggeri di un autobus che tutti giorni fanno lo stesso percorso dal loro domicilio fino al posto di lavoro.

Ore 21

Ha-Kaitz shel Avvìa (L’estate di Avvìa)
di Elie Cohen 1988 95’

La storia si svolge negli Anni Cinquanta. Avìya, 10 anni, vive in collegio. La madre, Henia, superstite della Shoà, è ricoverata in un ospedale psichiatrico. Alla fine dell’anno però ne esce e prende Avìya con sé. Le due donne vivono in un piccolo villaggio, dove Henia è guardata con diffidenza e Avìya subisce lo scherno degli altri bambini. Storia drammatica che racconta le sofferenze dei supersiti della Shoà che non sempre hanno trovato in Israele comprensione e simpatia.
Tratto del racconto autobiografico di Gila Almagor (Henia), ha vinto l’Orso d’Argento al Festival di Berlino del 1989 e premi in Spagna e in Italia.

Giovedì 27 ottobre

Ore 20, 45

Alla presenza del critico cinematografico Shai Tagner che presenterà il film e condurrà il dibattito alla fine della proiezione

Efshar Lirkod (You can dance)
di Maya Macmanus e Shlomit Friedman, 2008, 20’5

Il cortometraggio di due studentesse del Dipartimento di cinema dell’Università Tel Aviv porta a un viaggio nostalgico tra i musicisti di strada, in maggioranza immigranti russi.

Ore 21,15

Haztotzra ba-wadi (La tromba nel wadi)
di Slava Chaplin 2002 97’

Tratto dall’omonimo libro dello scrittore Sami Michael, racconta la storia d’amore tra un immigrante russo, che ha molte difficoltà ad abituarsi alla vita in Israele, e una donna araba cristiana. Entrambi vivono in un quartiere prevalentemente abitato da arabi a Haifa e sono pronti ad affrontare l’opposizione che suscita il loro rapporto. Premio al miglior film israeliano nel Festival di Haifa.

Originario dell’ex URSS, Slava Chaplin ha all’attivo numerosi film sia come regista sia come attore. Dietro la macchina da presa ha diretto le pellicole “Weeping Suzanna”, “Burning Mooky” e “A Trumpet in The Wadi”

Venerdì 28 ottobre

Ore 19, 30

Alla presenza del critico cinematografico Shai Tagner che presenterà i film e condurrà il dibattito alla fine delle proiezioni.

Massaot James Be-Heretz hakodesh (Il viaggio di James à Gerusalemme )
di Raan’an Alexandrowicz 2003 91‘

Il giovane James è stato scelto dalla gente del suo villaggio africano per compiere un pellegrinaggio in Terra santa. Al suo arrivo all’aeroporto di Tel Aviv viene preso per un immigrato illegale. Comincia così la sua avventura in una Terra che niente ha che vedere con quella dei suoi sogni.
Si calcola che alla fine del 2008 c’erano in Israele circa 220mila lavoratori stranieri impegnati nella costruzione, nell’agricoltura e nei servizi alla persona, di cui circa centomila senza permesso di lavoro. Il film ha vinto due premi Ofir (l’Oscar israeliano) e premi a Valencia, Oslo, San Paolo.

Nato a Gerusalemme nel 1969, Raan’an Alexandrowicz ha diretto sia documentari sia film: tra i suoi lavori “The Inner Tour”, “Massa’ot James Be’eretz Hakodesh” e “Martin”.

Ore: 21,15

Medurat Hashevet (Campfire)
di Yossi Cedar 2004 97’

Il film si svolge nel 1981 nell’ambito del movimento sionista religioso, i cui membri sono all’origine degli insediamenti nei Territori palestinesi occupati da Israele nel 1967. Rachel, vedova, madre di due figlie adolescenti, cerca di integrarsi nel gruppo di futuri coloni che progettano di costruire un insediamento in un luogo inospitale nei Territori. Rachel non è veramente legata all’idea della “Grande Israele” ma vuol vivere vicino ai suoi amici che, dopo la morte del marito, sente come sua famiglia. Rachel scoprirà però gli aspetti oscuri di questa collettività. Affresco critico e originale della collettività dei coloni, è stato realizzato dal regista di “Beaufort” (Orso d’Argento a Berlino 2007).
Il film ha ottenuto cinque premi Ofir, l’Oscar israeliano.

Yossi Cedar è nato negli Stati Uniti, Ha vinto un Orso d’Argento e un premio Ophir per la migliore regia, e un premio Ophir per la scrittura della migliore sceneggiatura. Ha anche vinto il premio miglior sceneggiatura al Festival di Cannes 2011 per il suo film “La nota” (2011)

Sabato 29 ottobre

Ore: 19,30

Alla presenza del critico cinematografico Shai Tagner che presenterà i film e condurrà il dibattito alla fine delle proiezioni.

Adama Meshughaat (Sweet Mud)
Dror Shaul 2006 97 minuti

Il film racconta le difficoltà che trovavano i “diversi”, in questo caso una donna depressa, nella società chiusa del kibbutz. Le regole rigide dettate dell’ideologia di eguaglianza non lasciavano infatti posto a chi non riusciva ad adattarsi alla vita collettiva. Il regista, Dror Shaul ha vissuto in prima persona l’intolleranza dei membri del kibbutz dove è cresciuto. Figlio di una vedova, Shaul disegna, attraverso gli occhi di un ragazzo, un quadro impietoso di una società che ha fatto sognare diverse generazioni dentro e fuori d’Israele.
Il film ha ottenuto quattro premi Ofir (2006) e l’Orso di cristallo al festival di Berlino.

Dror Shaul, (nato nel 1971), è venuto alla ribalta con l’uscita del suo primo film “Mivtza Savta (Operazione nonna)”, una commedia con un focus sull’esperienza del kibbutz. E ‘ considerato un cult movie , soprattutto tra kibbutznik. È poi tornato al kibbutz con il suo secondo lungometraggio, “Adama Meshuga’at (Mud dolce)”, un dramma dopo un’infanzia infelice in un kibbutz.

Ore: 21,30

Hufshat Kaitz (My Father, My Lord)
David Volach 2007 73 minuti

Il regista David Volach racconta la vita di una comunità ultraortodossa di Gerusalemme attraverso i rapporti all’interno di una famiglia: padre, madre e un bambino. Il regista presenta il loro universo fatto di preghiere, di poche parole e di regole rigide, fino a che la loro routine è interrotta da un viaggio al Mar Morto.
In modo delicato, commovente e nello stesso tempo severo, il regista, lui stesso originario da una comunità ultraortodossa, si pone il problema della fede e della giustizia divina, mettendo in parallelo il suo racconto con quello del sacrificio di Isacco.
Il film ha vinto il primo premio nel Tribeca Film Festival 2007 e il premio per la regia nel Festival di Taormina.

Dopo numerose esperienze nel suo paese d’origine, con questa pellicola, il regista israeliano David Volach si è aggiudicato il consenso di molta della critica e del pubblico europeo

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