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Amos Oz: Sono emozionato non ho sentito neanche una nota (La Repubblica, 28/04/2010)

4 maggio 2011

La biblioteca d’Israele aveva parlato dello spettacolo ‘Lo stesso mare’ in scena al Petruzzelli di Bari in questo post:
https://bibliotecadisraele.wordpress.com/2011/04/18/amos-oz-lo-stesso-mare-in-scena-al-teatro-petruzzelli-di-bari/

Chi volesse prendere visione delle foto della prima può cliccare sul link sottostante:
http://www.fondazionepetruzzelli.it/fotofondazione/Lirica%20e%20Danza/Stagione%202010-2011/Lo%20Stesso%20Mare/Anteprime/index.html
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Il grande narratore a Bari per lo spettacolo: “Questo è un palcoscenico meraviglioso. Vorrei che l’opera fosse rappresentata anche nella mia terra: ho visto le scene e me ne sono subito innamorato”
di ANTONIO DI GIACOMO

“Sono partito dal deserto, in Israele, per approdare finalmente al mare, qui a Bari. Shalom”. Esordisce così lo scrittore israeliano Amos Oz, autore di quel romanzo di culto che è Lo stesso mare, dopo essere andato alla scoperta, con lo sguardo rivolto all’insù, del Petruzzelli dove stasera, per la prima volta, il suo capolavoro si farà musica. E, nel frattempo, per ingannare l’attesa per l’emozione della prima riceverà dal sindaco Emiliano, insieme con il compositore Fabio Vacchi e Gideon Meir, ambasciatore d’Israele, il Sigillo della città.

Cosa l’ha convinta ad accettare che Lo stesso mare diventasse un’opera?
“Mi è bastato ascoltare della musica scritta da Vacchi per capire che era l’uomo giusto per me. Ne ho ricevuto la conferma quando, un anno fa, abbiamo trascorso del tempo insieme in un paesino vicino Genova. Giornate memorabili, durante le quali abbiamo discusso lungamente di questo progetto e ci siamo ritrovati, insieme con le nostre mogli, anche a ballare insieme”.

Ha già avuto modo di ascoltare la partitura di Vacchi?
“Non ne ho sentito nemmeno una nota e sono a dir poco curioso. L’idea, poi, di vedere trasformato il mio romanzo in opera sul palcoscenico di questo meraviglioso teatro è semplicemente emozionante”.

Come vive questa metamorfosi del suo libro?
“Mentre scrivevo Lo stesso mare nella mia testa c’era della musica. In Israele si sono già fatti degli adattamenti musicali del romanzo, ma questa è la prima opera e ritengo si tratti della forma più giusta per rappresentare il mio libro. Anzi. È come se avessi inconsapevolmente sempre saputo che le mie pagine avrebbero avuto la funzione di un libretto d’opera. È un miracolo della Terra santa: ho scritto un romanzo, adesso è un libretto”.

Un’altra vita, insomma. Serba qualche desiderio per il futuro dell’opera Lo stesso mare?
“La speranza è che possa debuttare anche nella mia terra, in Israele. Non appena ho visto le scene, qui al Petruzzelli, sono rimasto a bocca aperta: me ne sono innamorato. Sono certo che la musica di Vacchi farà il resto”.

Lo stesso mare è un elogio della necessità del compromesso. Qual è la sua opinione rispetto a quanto sta accadendo oggi nel Mediterraneo, dall’Egitto fino alla Tunisia e alla Libia?
“Si parla di paesi e istanze, espresse dai loro popoli, naturalmente differenti. Eppure un tratto comune c’è: il desiderio della libertà. Ed è in virtù di questo che il mondo deve venire loro in aiuto. Maggiore sarà la libertà che verrà a crearsi in questi paesi arabi e più solidi, d’altra parte, saranno gli equilibri e orizzonti di pace in Medio Oriente”.

Come valuta l’atteggiamento italiano ed europeo dinanzi a queste ondate di migranti in fuga?
“L’esodo di massa non è certo il rimedio: ogni singola soluzione dovrà essere invece ricercata in ciascun paese d’origine. Ma è altrettanto chiaro che se queste persone chiedono asilo politico va loro concesso. Anche Israele, oggi, sta accogliendo oggi centinaia e centinaia di profughi”

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One Comment leave one →
  1. Nicoletta Ferretti permalink
    5 maggio 2011 09:37

    E’ sempre un piacere leggere le interviste a questo grande autore. Non ho ancora letto questo libro… credo proprio sia arrivato il momento.
    Sempre tanti complimenti a Giusi Meister

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