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Sezione musica: gli Orphaned land, rock che scavalca religioni, politiche e idelologie (15/02/2011, Corriere della Sera)

16 febbraio 2011

Di Mara Vigevani

Heavy metal e Terra promessa: l’integrazione passa dalla musica.Testi del Talmud su lirica hard e strumenti mediorientali. Palestinesi e giordani in una band con solista israeliano.
TEL AVIV – «Shalom a tutti, siamo gli Orphaned Land da Israele». E così che saluta , così inizia i concerti Kobi Farhi, 35 anni, solista della band e pioniere heavy metal in Israele. «Il nostro nome è la parafrasi della “terra Promessa” in cui viviamo. Amo la mia Terra e la mia religione ma non gli estremisti», cosi racconta Kobi in un caffé nel sud di Tel Aviv. Giacca in pelle nera, borchie e tatuaggi (una frase del cantico dei Cantici e il suo cognome tatuato in arabo e in ebraico) ma Kobi racconta di piangere ogni volta che sente la musica di Puccini o di Verdi.
TATUAGGIO – La band è il gruppo heavy metal più amato in Medio Oriente. «In Paesi non democratici è difficile suonare la nostra musica. In Israele siamo liberi di suonare qualsiasi cosa. È cosi che siamo diventati la band heavy metal del Medio Oriente», racconta. Kobi e il resto dei musicisti si conoscono fin dall’epoca della scuola. Da sempre hanno fatto musica, ma dopo il primo disco si sono fermati per sei anni. «Abbiamo ripreso a suonare grazie ad un ragazzo palestinese che vive in Giordania», racconta Kobi. «Circa dieci anni fa mi è arrivata una mail con una foto di un braccio con il nome degli Orphaned Land tatuato. Era il braccio del giovane giordano che ci chiedeva di tornare a fare musica. L’emozione di un tale gesto ci ha convinti a tornare sul palcoscenico e da allora suoniamo in tutto il mondo».
FRATELLI E SORELLE – Giovani siriani, iraniani, egiziani, libanesi, libici , migliaia di fan che attraversano il Medio Oriente per poter assistere a uno dei loro concerti, quando non sono in Israele. Ankara e Istanbul sono state le loro ultime tappe: «È stato un trionfo, erano in migliaia, la musica non ha religione ne ideologia politiche. I nostri fan ci apprezzano per quello che siamo e non per il nostro passaporto». Medio Oriental Metal, cosi chiamano il loro tipo di musica, unico nel genere, lirica hard ma accompagnata da strumenti mediorientali e testi del Talmud Ebraico che non infastidiscono affatto i fan siriani o iraniani a cantare con i loro idoli testi ebraici. «Siete dei grandi», scrive il libanese Mohamed Yehya sul sito degli Orpahned Land. « Vieni al concerto di Haifa la settimana prossima? Non è cosi lontano dal Libano», gli risponde l’isareliano Yaron Horing. «A tutti i nostri fratelli e sorelle tunisini, i nostri cuori sono con voi», ha scritto il gruppo sul proprio blog e in pochi minuti dall’Indonesia, dal Libano , dalla Siria , dall’Iran e anche dall’Europa e dal sud America decine di fan hanno mandato messaggi di pace ai loro compagni tunisini.
METALLICA- La politica non interessa gli Orphaned land, ma la crisi tra i governo israeliano e turco dopo l’accaduto della Marmaris, la nave turca che voleva approdare a Gaza, li ha costretti ad annullare il concerto a Istanbul con i Metallica. «Lo scorso mese a Istanbul e Ankara i nostri concerti sono stati tra i più commuoventi, abbiamo dimostrato di poter vincere la politica nonostante tutto», racconta Kobi. Il prossimo mese suoneranno in India , e poi sperano di tornare i n Italia dove Kobi ricorda sorridendo di aver cantato in uno dei suoi concerti Volare in versione Heavy Metal .

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