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La Musica che gira intorno – Intervista ad Alon Amir

12 gennaio 2011

Alon Amir è un  giovane manager di talento che si è formato alla Hed Harzi , la prestigiosa etichetta discografica che produsse e lancio’ Ofra Haza ed è stato capo della promozione alla Warner Israele. Pertanto conosce  bene la realtà musicale israeliana ed è per questo che ho pensato che una sua intervista sarebbe stata illuminante su quel che accade in un paese apparentemente lontano , giovane e con un twist in piu’, in termini di sperimentazione, rispetto al panorama italiano, con cui peraltro si confronta. Alon riflette la complessità israeliana Dietro un modo di essere easy si celano visione ,conoscenza e velocità, tutte doti affinate sul campo. Tra gli artisti da lui prodotti e rappresentati ci sono Noa, Shira Gavrielov e Mira Awad.

 

La Biblioteca d’Israele Ciao Alon, l’ Israele musicale è spesso associato ad Ofra Haza Indimenticata ed indimenticabile interprete di un successo inaspettato e figlio di un mix visionario e in parte spregiudicato: la musica disco e un canto sacro. Come è cambiata da allora la musica israeliana? qual’è lo scenario attuale?

Alon Amir:  Rispetto a solo dieci anni fa tantissimo figuriamoci dal 1988! Cio’ che è importante sapere è che quando Ofra irruppe sulla scena musicale internazionale , era l’unica artista di punta esistente in Israele e a nessuno era mai venuto in mente di mettere in versione disco una preghiera Non c’era alcuna richiesta in tal senso. Ora, invece, da circa 3 anni a questa parte c’è un grande ritorno alle tematiche spirituali e sono stati pubblicati molti album di questo tipo che hanno riscosso un discreto successo.

La Biblioteca d’Israele Pensi che questo tipo di musica possa essere interessante anche fuori dai confini di Israele?

Alon Amir:Certamente. Mi vengono in mente le varie Comunità Ebraiche e tutte quelle persone che amano il misticismo nella musica. Non dimentichiamoci che anche Madonna ha usato parte delle preghiere ebraiche nei suoi ultimi album. Penso che l’intera Kaballà abbia contribuito a far fiorire il genere. Certo…non si usa piu’ la disco music. In Israele molti album sono realizzati in maniera tradizionale

La Biblioteca d’Israele Quando si parla di Isralele non si puo’ fare a meno di pensare alla situazione politica e ai suoi riflessi sulla musica, sulle arti espressive.

Alon Amir:La situazione politica è molto piu’ complessa di quel che la gente pensa. Non è possibile muoversi nell’ambito del bianco o nero del giusto o sbagliato. Per un musicista non è molto importante chi sia il primo ministro, quanto gli effetti che le sue azioni provocano sulla scena musicale. Un artista non sigla accordi politici usa la musica per comunicare ed esternare le sue emozioni. Ci sono momenti, poi , in cui anche ascoltare musica diventa difficile se non impossibile. Ricordo che nel 1996 stavo lavorando ad un progetto divertente e stimolante che vedeva la musica brasiliana mischiarsi a quella israeliana. Sonorità diverse eppure simili. Ogni volta che decidevamo di lanciare un singolo sul mercato , il giorno seguente c’era un attentato suicida con morti e feriti. La radio trasmetteva solo musica triste. A chi interessava sentire la nostra musica brasil-israeliana in momenti come quelli? Un artista israeliano deve misurarsi anche con questo tipo , chiamiamola cosi’ di “competizione”. A cio’ aggiungiamoci che Israele è un paese piccolo, non è come l’italia che ha un mercato in cui i trends si rincorrono gli uni con gli altri. Qui c’è un trend alla volta e ogni 4-5 anni. E se non sei nel trend giusto…beh sei nei guai. Dodici, tredici anni fa il trend era la nostalgia, poi c’è stato il Rimon Graduates trend (una sorta di Barkley School of Music) poi si è passati al trend orientale. Per il futuro? penso che il rock tornerà prepotentemente alla ribalta. Un esempio ne è Shira Gavrielov.

La Biblioteca d’Israele Perchè Shira Gavrielov è cosi’ speciale?

Alon Amir:Prima di tutto scrive e compone le sue canzoni. E’ innovativa, fresca e non si limita ad un solo genere. E’ una vera artista completamente consapevole di cio’ che canta e scrive. Credo che le accadrà qualcosa di interessante in Europa e in Asia nel prossimo futuro. Inoltre, senza alcuna promozione, piu’ di 1000 persone hanno cliccato sul suo video Don’t just walk on dall’ Italia. Solo passaparola Questo si’ che è interessante!

La Biblioteca d’Israele A volte il segreto sta proprio nell’ interpretare le tendenze ed anticiparle

Alon Amir:Sì! è vero. Con i veri artisti puo’ accadere questo.Il trend sono loro. E fanno solo cio’ in cui credono Come Shira che non si adatta alla moda, la crea seguendo solo cio’ che sente. Quando scrivi e componi per cavalcare il trend è come se facessi uno spot commerciale Certo non c’è nulla di male in questo ma non è vera arte. Gli artisti con cui lavoro sono semplicemente diversi. Credono in cio’ che fanno e lavorano molto duramente.

La Biblioteca d’ Israele Nessun adattamento alle leggi del marketing?

Alon Amir:No Non i miei artisti. Nel caso di Shira, ad esempio, abbiamo collezionato parecchi no dalle varie etichette alle quali la presentavo. Ma ho visto un’intervista a Michael Buble’ durante uno show televisivo in cui raccontava che per dieci anni si è sentito dire sempre no e che non avrebbe venduto un album. 25 milioni di copie vendute dopo sono la dimostrazione che non sempre le etichette e il marketing hanno ragione.

La Biblioteca d’ Israele Pensi che la musica possa contribuire ad offrire un’immagine diversa di Israele?

Alon Amir:Senza dubbio Mi occupai di promuovere la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest nel 2009.

Ricordo che  facemmo molte interviste ma la reazione piu’ eccitante l’avemmo da un ragazzo dell’ Iran il quale disse che i media non dicono nulla su Israele e che è grandioso vedere come Israele creda nella coesistenza e si adoperi per questo. Molti pensano che siamo ancora in un paese con deserto , palme e a cavallo di cammelli. Viene messo sempre e solo l’accento sulle cose brutte.

Come dicevo la verità non sta da nessuna parte ed è piu’ complicato di quanto sembri. Non dico che noi siamo nel giusto e che gli altri siano nel torto Siamo entrambi idioti. Molta gente che apprende le notizie dai media non saprà mai la verità e tenderà a colpevolizzare Israele. Cosa possono fare i nostri cantanti? molto.

Molte volte Noa soffre per le pesanti critiche che le vengono rivolte solo perchè è israeliana senza badare al fatto che lei ha dedicato la sua vita per la pace. Che cosa stupida.

La Biblioteca d’ Israele Cosa pensi della musica Italiana?

Alon Amir:Mi piace molto. Ascolto Anna Oxa , Emma Marrone e Alessandra Amoroso. Penso che la piu’ grande sia stata Mia Martini

Sapete…la musica italiana è molto popolare qui sopratutto le vecchie canzoni.

Grazie Alon.

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One Comment leave one →
  1. 13 gennaio 2011 00:00

    Benvenuta a Miriam Brindisi, la curatrice della sezione Musica qui nel blog!:)

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