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Intervista a Idan Raichel-Interview with Idan Raichel

13 dicembre 2010

L’intervista a Idan Raichel inaugura la nuova sezione del nostro blog dedicata alla musica.
Qui verranno postate interviste, novità, news. Buona lettura…e buon ascolto!:)

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Intervista raccolta da Giusi Meister
Le foto del servizio sono di Raffaella Midiri

La biblioteca d’Israele: Idan, questa è stata la terza volta che ti esibivi a Roma, e hai suonato in una location molto suggestiva: l’Acquario Romano. E’ stato anche il tuo primo concerto acustico in questa città. Raccontaci del tuo rapporto con Roma.

Idan Raichel : Io AMO Roma!
Il pubblico in questa città, e in Italia in generale, è incredibilmente caldo e accogliente. E quello che ti colpisce è che, anche se non sempre comprende i testi, tuttavia è fortemente coinvolto, trasportato dentro la melodia.
E’ sempre una vera gioia esibirsi in Italia.
Ho anche notato che avete un grande interesse per i testi delle canzoni, infatti, ogni volta che sono invitato ad esibirmi in Italia, mi viene richiesto un programma scritto in cui vengano riportati anche questi. Trovo davvero importante che il pubblico voglia sentirsi parte dell’esperienza nella sua completezza.

La biblioteca d’Israele: Il tuo progetto mescola persone di differenti provenienze, con background molto diversi, ed è proprio questa speciale mescolanza a trasmettere al pubblico un messaggio molto più diretto ed efficace delle parole. In quanto giovane israeliano che ha un forte legame con le proprie radici ma che, allo stesso tempo, riconosce anche l’importanze di culture differenti dalla propria, come ti relazioni al presente e al futuro della tua terra?
Idan Raichel: Tutto quello che posso fare è sperare che la nostra terra riesca a trovare quella pace che cerca da lungo tempo, e che sia duratura. Spero davvero che le persone riescano a trovare un po’ di quello spazio dentro di sé che è necessario per nutrire la tolleranza verso i propri vicini, e vivere così in pace.

La biblioteca d’Israele: Ho letto questa tua affermazione: ‘Amo ascoltare le strade di Tel Aviv’, mi dici cosa significa questa città per te, e cosa riesce ancora a darti, come artista, ora che hai praticamente viaggiato in tutto il mondo?
Idan Raichel: Innanzitutto questa città è casa mia. I suoi suoni sono quei suoni familiari che mi permettono di sentirmi finalmente a casa quando vi faccio ritorno. Tel Aviv ha molti aspetti diversi, e mi piace scoprirli uno per uno. Indubbiamente è una grande città e ti offre tutto cio’ di cui hai bisogno e poi, se ci pensi, puoi anche girarla tutta in soli trenta minuti in bicicletta!

La biblioteca d’Israele: Gran parte dell’ispirazione per le tue canzone ti viene dalla lettura della Bibbia, mi dici che cosa ti affascina del suo linguaggio?
Idan Raichel: E’ vero, trovo che i testi ebraici siano una incredibile fonte di ispirazione. Inoltre, quello stesso ebraico è sostanzialmente anche la lingua che parliamo tutti i giorni, e trovo davvero unico che la gente possa ancora relazionarsi a quei testi, ascoltarli e rimanere colpita da parole che affondano nel tempo. Poiché il nostro è un progetto multiculturale, l’ispirazione ci proviene però anche da altre culture molto differenti tra loro, come ad esempio le melodie yemenite, i canti in amarico, arabo e marocchino.


La biblioteca d’Israele: E’ una specie di sfida cantare in ebraico quando ti esibisci all’estero?
Idan Raichel: Noi cantiamo in molte lingue differenti e quindi possiamo dire che è la musica stessa, da sola, a renderci un grande servigio: parlare per noi, trasmettere il nostro messaggio senza che ci sia bisogno di usare anche le parole. Il nostro progetto è una mescolanza di diverse lingue: amarico, tigris, arabo, spagnolo, inglese e diciamo che anche la stessa musicalità della lingua, anche slegata dalle parole e privata del rapporto con il loro significato, ha una sua funzione. In un nostro concerto puoi ascoltare ‘Azini’, cantata in arabo e scritta da Mira Anwar Awad, ‘Todas la palabras’ scritta da Marta Gomez, colombiana, e anche ‘Minhar li Mshiti’, in marocchino, scritta da Shimon Buskila.
Per cui, a mio parere, la lingua che usi non è mai una sfida, ma piuttosto uno strumento per sviluppare quella che è la multiculturalità insita al Progetto, e che la connota.

Inoltre, trovo affascinante e interessante che ‘Mi’ma’a’makim’ sia una delle canzoni preferite sia da coloro che parlano ebraico che da quelli che non ne capiscono neppure una parola!. Questa, per me, è la prova che c’è molto di più in una canzone, qualcosa che va ben oltre la melodia e le parole stesse, una specie di ‘Fattore X’ che è molto difficile da descrivere e concettualizzare.

La biblioteca d’Israele: L’11 dicembre ti esibirai alla cerimonia per il conferimento del Premio Nobel per la pace, e questa è la prima volta in assoluto per un artista di origine israeliana.
Idan Raichel: Sì, mi esibiro’ con una delle più grandi cantanti soul americane, India.Arie.
Abbiamo cominciato a collaborare per la realizzazione del progetto ‘Open door’ e ci esibiremo cantando una canzone che abbiamo realizzato assieme: ‘Gift of acceptance’. Non c’è neppure bisogno che ti dica che sono molto contento e eccitato per questa serata perché mi onora profondamente potermi esibire in una occasione importante come questa.

Questo è il link alla nuova canzone di Idan Raichel e India.Arie ‘Gift of acceptance‘ dal loro disco di prossima uscita ‘Open door’:

http://www.youtube.com/user/IndiaIdan?feature=mhum#p/a/u/0/ipJ6BEIeGsU

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The library of Israel: Idan, it was your third time in Rome, this time you played in the suggestive Acquario romano. It was also your first acoustic live in this city, tell us about this experience.
Idan Raichel: I just LOVE Rome!
The Audience in Rome and in Italy, in general, is very warm and accepting: without always understanding the lyrics, they get swapped inside the melody. It is always a joy to perform in Italy.
I have also noticed that you take great care for the lyrics, in Italy, in fact each time we are requested to present a written program with them.
I find very important that the audience wants to be a part of the whole experience.

The library of Israel: Your project mixes up people of different backgrounds, and this special blend gives a message that goes straighter than words. Being a young Israeli man who has this strong connection to his roots but who also recognizes other cultures’ importance, what is your attitude to the present and future of your land?
Idan Raichel: I can only hope that our land will find the peace is waiting for. Hopefully for a long time too.
I wish people will find a place inside themselves to be tolerant to their neighbors and live together in peace.

The library of Israel: I’ve read that you ‘Love to listen to the streets of Tel Aviv’, what does this city mean to you, and bring to you, as an artist, now that you’ve travelled almost all over the world?
Idan Raichel: First, this city is my home.
Her sounds are the familiar sounds that make me feel at home.
Tel Aviv has many different sides, I like to discover them every day.
It is a great city, that offers all you can ask for, and besides that you can cross the entire city in 30 min by bicycle.

The library of Israel: A lot of your inspiration for the lyrics of your songs comes from the Bible, can you tell me what fascinates you of the language of it?
Idan Raichel: I find the Jewish scripts as an amazing source of inspiration. As they are all in the same Hebrew Language we all speak daily, I find it very special that people can listen to these ancient words in our songs, and being excited from the oldest words.
As the Project presents a multicultural soundtrack, it is inspired also from many other ancient and modern cultures such as the Yemenite chants, the traditional Amharic melodies, the Arabic and Moroccan and many more as well.

The library of Israel: Is it a sort of a challenge to you singing in Hebrew abroad?
Idan Raichel: As we sing in many different Languages, we feel that the music is doing us a great service: delivering the message without the need of words.
The Project is a mixture of many different Languages: Amharic, Tigris, Arabic, Spanish, English, and I must admit that some gibberish is involved as well.
In the same concert you can listen to “Azini” in Arabic, who was written by Mira Anwar Awad, “Todas Las Palabras’’, written by Marta Gomez From Colombia, “Minhar Li Mshiti”, a song in Moroccan by Shimon Buskila.
Therefore, I believe that the language is not a challenge but rather a tool to deliver the multicultural aspects of the Project’s music.
I find it very interesting that “Mi’ma’a’makim” is one of the favorite songs among Hebrew speaking people but also among those who do not understand a word of it!.
I think that this proves there is something more in a song than the music or the lyric: an X factor that is difficult to describe.

The library of Israel: You’re going to perform at Nobel Prize Ceremony, it is the first time ever to an Israeli musician, tell us about this great event.
Idan Raichel: I am very excited about this special performance. I will be performing with one of America’s greatest soul singers: India.Arie. We have started to work on a joint project called “Open Door”. We will be performing one of our new co written songs “Gift of Acceptance” and no need to say that I am very excited about that! It is one of the most honorable positions to perform at.

Here’s the link to the new song of India.Arie and Idan Raichel “Gift Of Acceptance”, from the Upcoming Album “Open Door”

http://www.youtube.com/user/IndiaIdan?feature=mhum#p/a/u/0/ipJ6BEIeGsU

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One Comment leave one →
  1. 13 dicembre 2010 08:31

    Bella intervista amica! Adoro Idan Raichel!! 🙂

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