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Consegnato il Premio Salone del Libro allo scrittore Amos Oz. Le foto e la cronaca della serata.

9 novembre 2010

(Il presente articolo e le foto che si allegano sono stati estratti dal sito del Quotidiano on line della Provincia di Cuneo: Targato CN.
Troverete altre foto e dettagli al sito ufficiale del Premio Salone del Libro di Torino:
http://www.salonelibro.it/it/news-e-multimedia/foto.html )

Lo scrittore Amos Oz ha ricevuto il “Premio Salone Internazionale del Libro” domenica 7 novembre nel Teatro Sociale “Giorgio Busca” di Alba al tutto esaurito.

Chi non ha prenotato è rimasto fuori. I 650 posti della Sala “Michelangelo Abbado” insufficienti ad accogliere tutti. Alla premiazione arrivano studenti, insegnanti, lettori, politici. Tutti seduti ed il presidente della “Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura” Rolando Picchioni parla del premio alla prima edizione mentre il direttore del Salone Internazionale del Libro, Ernesto Ferrero, ripercorre la biografia dell’autore del romanzo autobiografico “Una storia di amore e di tenebra” (Feltrinelli) e legge la motivazione del premio ad Oz. Seguono gli interventi dell’assessore al Turismo della Regione Piemonte, Alberto Cirio, del vice presidente della Provincia di Cuneo, Giuseppe Rossetto, dell’assessore alla Cultura del Comune di Alba, Antonio Degiacomi.

Solo dopo lo scrittore israeliano votato dai visitatori dell’ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino, sale sul palco accompagnato da un lungo applauso. Ringrazia tutti ma soprattutto i lettori che l’hanno preferito a Paul Auster e Carlos Fuentes, gli altri due scrittori selezionati dalla Giuria Tecnica del Consiglio di indirizzo della Fondazione per il Libro di Torino.

“Nella mia vita ho ricevuto moltissimi premi ma mai un premio che venisse dai miei lettori. Stupendo essere in mezzo ad una folla di lettori. Ma un libro è scritto in solitudine e si legge in solitudine. Un libro è uno scambio intimo tra lo scrittore solitario e un lettore solitario”, dice Oz. Spronato dalle domande di Elena Loewenthal scrittrice e traduttrice di diversi romanzi di Oz, lo scrittore parla della sua infanzia e della sua propensione a osservare le persone definendo “la curiosità, una virtù morale”. Oz spiega: “Quando scrivo, cerco di mettermi nei panni dell’uno o dell’altro, devo riuscire a trasmettere empatia ad ambedue. Forse vi sorprenderà ma questa è anche la chiave della mia posizione politica”.

A proposito, lo scrittore israeliano parla poi del conflitto israeliano – palestinese come “una tragedia, un conflitto tra giusto e giusto. I palestinesi sono in Palestina perché non hanno altro paese, gli israeliani sono in Israele perché non hanno altro paese”, sostiene Oz. Poi il microfono passa al pubblico. In numerosissimi a fare domande. Non mancano quelle sul conflitto in Medio Oriente e su un’auspicabile soluzione futura. Su questo Oz sostiene: “La maggioranza degli israeliani e la maggior parte dei palestinesi è disposta ad accettare la soluzione di compromesso per la convivenza tra i due Stati ma i leader politici non hanno il coraggio di attuarlo”.

Dal pubblico arriva anche la domanda sulla posizione in merito dell’Europa e lo scrittore risponde: “Non mi piace quando l’Europa punta il dito per dire non vi vergognate o quando vede il conflitto come bianco o nero. Penso che la sfida per l’Europa e per il resto del mondo sia di non trovare la colpa, di non puntare il dito ma di chiedersi come posso aiutare?”.
Oz continua: “L’Europa potrebbe aiutare ambedue le parti perché ambedue le parti dovranno subire sacrifici pesanti. Non dovete essere pro israeliani o pro palestinesi. Dovete essere pro pace”. E ripete: “Non chiedete di chi è la colpa. Chiedete cosa posso fare”.

Gisella Di Vino

Le foto sono state realizzate da Gisella Divino (Copyright Targatocn.it)

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