Vai al contenuto

H. N. Bialik: Ciò che nel linguaggio si svela e quanto rimane nascosto (Revealment and concealment in language)

7 giugno 2010

Ogni giorno, in modo sia conscio che inconscio, gli esseri umani disseminano ovunque mucchi di parole con le loro innumerevoli associazioni; solo pochi uomini, tuttavia, sanno veramente, o riflettono , su come queste fossero nei giorni in cui erano all’apice del proprio potere. Molte di queste parole sono entrate nel mondo solo dopo un travaglio lungo e difficile durato diverse generazioni.
Altre sono apparse come una luce improvvisa per illuminare l’intero mondo. Molti sono stati i sentieri attraverso i quali gli ospiti di questa terra sono passati, ciascuno lasciandosi dietro la propria ombra e il suo inconfondibile aroma.
Ci sono state parole che hanno svolto la funzione di ricettacoli per pensieri profondi e delicati, e per emozioni ricolme di eccitazione. Alcune sono state come le alte vette del Signore, e altre ancora simili ad abissi.
Qualche volta tutta l’essenza vitale di un profondo sistema filosofico, la sua totale immortalità, era nascosta un una singola, minuscola parola. Ce ne sono state in grado di abbattere nazioni e territori interi, di scalzare sovrani dai propri troni, di scuotere le fondamenta del cielo e della terra. Ma quando è giunto il giorno in cui le stesse parole sono cadute dalle altezze su cui si trovavano, esse sono state messe da parte, e ora la gente con le proprie chiacchiere ci si rotola dentro con la stessa noncuranza con cui capita di rotolarsi sull’erba.
Ci si dovrebbe dunque sorprendere di tutto ciò? Le leggi della natura non si possono discutere. Il mondo è quel che è. Le parole si innalzano in tutta la propria grandezza e poi, cadendo, vengono degradate ad oggetti profani.
Ma cio’ che è davvero essenziale è che il linguaggio non contiene nessuna parola tanto irrilevante da non potersi considerare l’ora della sua nascita una delle piu’ potenti auto-rivelazioni, nobili vittorie dello spirito.


Così, ad esempio, è accaduto al primo uomo, quando, colto di sorpresa dal rumore del tuono (‘’la voce (suono) di Dio è nel potere, il potere di Dio è nella gloria’’) vinto dalla sorpresa e terrorizzato, si prostro’ con la faccia a terra ai piedi della divinità. Quindi, una specie di suono selvaggio uscì dalle sue labbra –supponiamo ad imitazione di ciò che aveva ascoltato provenire dalla natura stessa- che assomigliava al ruggito di un orso, un suono simile alla r…r, infatti, si ritrova nella parola usata per indicare il tuono in molte lingue.
E questo urlo selvaggio non liberò in modo vasto e immenso la sua anima confusa? Questa sillaba tanto scarna, questo seme della parola futura, non abbraccio’, dunque, una quantità di emozioni primordiali potentissime che, seppure nella fase del loro germoglio e vigorose nella propria selvatichezza, rassomigliavano al terrore, alla paura, allo stupore, alla sottomissione, alla meraviglia, alla preparazione per l’autodifesa?. E se tutto ciò è vero, non è stato il primo uomo stesso, in quel momento, un artista e un grande profeta, il creatore intuitivo di una espressione che metteva in evidenza un profondo e complicato turbamento interiore?. Come ha detto un pensatore, quanta profonda filosofia, quanta rivelazione era in quella piccola parola ‘Io’ che il primo uomo ha pronunciato!


REVEALMENT AND CONCEALMENT IN LANGUAGE


Everyday, consciously and inconsciously, human beings scatter heaps of words to the wind, with all their various associations; few men indeed know or consider what these words were like in the days when at the height of their power. Many of these words came into the world only after difficult and prolonged birth pangs endured by many generations. Other flashed like sudden lighting to illuminate, with one leap, a complete world. Many were paths through which living hosts passed, each leaving behind its shadow and aroma. There were words which served as receptacles for delicate and profound thoughts and exalted emotions. Some words were like the high mountains of the Lord, others were like a great abyss. Sometimes all the vital essence of a profound philosophic system, its complete immortality, was hidden in a small word. There were words that laid low nations and lands in their time, deposed kings from their thrones, shook the foundations of heaven and earth. But there came a day when these same words having fallen from the heights, were thrown aside, and now people wallow in them as they chat, as casually as one wallow in the grass.
Is this cause for wonder? The laws of nature are not to be questioned. That is the way of the world. Words rise to greatness and, falling, turning profane. What is essential is that language contains no word so slight that the hour of its birth was not one of powerful and awesome self-revealment lofty victory of the spirit.
So, for example, it was for the first man when taken aback by the sound of thunder (‘’The voice (sound) of the Lord is in the power, the power of Lord is in the glory’’), overcome by amazement and terror-stricken, he fell on his face before the divinity. Then a kind of savage sound burst spountaneously from his lips -let us assume, in imitation of the nature- resembling a beast’s roar, a sound close to the r…r to be found in the words for thunder in many languages. Did not this wild cry vastly free his confounded soul? Did not this meager syllable, this seed of the future word, embrace a complete volume of future emotions, powerful in their novely and vigorous in their savagery, resembling terror, fear, amazement, submission, astonishment, preparedness for self- defence? And if it was true, was not the first man himself at that moment an artist and lofty seer, an intuitive creator of an expression pointing to a deep and complicated inner disturbance? As one thinker has commented, how much of profound philosophy, of Divine revealment was there in that small word ‘I’ that the first man uttered!.

”Revealment and concealment in language”, from ”Revealment and concealment: five essays” (Jerusalem, Ibis Editions, 2000).

English translation by Jacob Sloan.

Annunci
2 commenti leave one →
  1. 2 maggio 2013 01:11

    Hi, i think that i saw you visited my web site so i came to “return the favor”.
    I’m trying to find things to enhance my website!I suppose its ok to use a few of your ideas!!

Trackbacks

  1. על ספרות עברית – באיטלקית « על ספרות איטלקית – בעברית

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: